Zone franche montane, la legge resta al palo e “Armao è desaparecido”

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Il comitato pro Zone Franche Montane scrive all’assessore Gaetano Armao e per conoscenza al presidente della Regione Siciliana Musumeci e dell’Ars Gianfranco Micciché per sollecitare l’assessore all’Economia a prendersi carico delle sue responsabilità verso gli altre 25mila operatori economici e tutti i resilienti delle terre alte di Sicilia.

Siamo quasi al traguardo per l’approvazione della legge sull’istituzione delle Zone franche Montane, si sono susseguiti passaggi burocratici e politici, missive, incontri e confronti e adesso che tutto sembra andare per il meglio al rush finale di questa lunga corsa ad ostacoli colui che scompare è proprio l’assessore all’Economia della Regione Siciliana Gaetano Armao? Sembra assurdo e inconcepibile ma colui che sarebbe dovuto essere il primo sostenitore di questa battaglia sembrerebbe desaparecido.

Ma andiamo con ordine, dopo che Armao è stato audito in Senato il senatore abruzzese D’Alfonso, che ha molto preso a cuore questa causa perché rappresenta un apripista per tutte le zone di montagna d’Italia, ha scritto ad Armao chiedendogli conferma – di fatto –  rispetto a quanto stabilito dall’ARS lo scorso 17 dicembre, ovvero se: esistono le condizioni per un pieno, esclusivo ed esaustivo ricorso alle risorse del bilancio della Regione Siciliana per la copertura delle norme in esame?

Al presidente della Commissione andava risposto immediatamente, anche per garbo istituzionale, ribadendo che – in forza della potestà legislativa regionale in materia tributaria – sono già stati trovati e stanziati i 300 milioni che ogni anno verranno erogati per la fiscalità di sviluppo dell Zone Franche Montane di Sicilia, in attesa che vengano individuate altre risorse per la messa a pieno regime della misura.
La legge è al palo e noi riteniamo ingiustificato e dannoso per la nostra economia il rallentamento della procedura in itinere.

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