La Siracusa-Gela rischia di diventare l’ennesima incompiuta siciliana

La Siracusa-Gela rischia di diventare l’ennesima incompiuta siciliana
8 agosto 2017

Fare chiarezza su quanto sta accadendo relativamente ai lavori della Siracusa-Gela e nello specifico riguardo i 19 km del lotto Rosolini-Modica è tutt’altro che semplice.

E non è semplice perché esistono una serie di criticità di varia natura: economica, occupazionale, burocratica, politica, ma potrebbe esserci anche dell’altro e, per questo va fatta subito chiarezza.

Cosige, il Consorzio di imprese che gestisce i lavori dell’infrastruttura non paga forniture e operai ormai da mesi e si paventano 150 licenziamenti da qui a breve.

Le prime trenta lettere di licenziamento sono già partite e altre arriveranno a da qui a poco e per i sindacati è una corsa contro il tempo per fermare questo dramma che metterebbe in ginocchio migliaia di famiglie.

Per questo motivo ieri a Pozzallo, si è tenuto un incontro organizzato da CGIL. CISL e UIL alla presenza della deputazione nazionale, regionale e dei sindaci interessanti dall’opera.

Il problema di natura economica si attribuisce soprattutto al Consorzio Autostrade Siciliane che deve al Cosige l’ultimo SAL, all’incirca 18 milioni di euro, me è davvero così?

Questa è la domanda che il deputato regionale del PID, Pippo Gennuso, si è posta ed ha posto all’assemblea, perché dai numeri che al momento si conoscono, pare proprio che i 18 milioni che il CAS deve a Cosige non basteranno minimamente a pagare lavoratore e forniture.

Se fosse così, ovviamente, si aprirebbero scenari ben diversi, perché qualcuno dovrà spiegare i motivi che hanno portato questi soldi a non bastare e come sono stati destinanti i soldi provenienti dagli altri SAL pagati dal CAS oltre a quelli della comunità europea.

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Per questa ragione il deputato del PD, Pippo Digiacomo, ha evidenziato l’importanza di interessare dell’Opera il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.

La situazione dei lavori della Siracusa Gela è dunque molto complessa come spiega il segretario provinciale della CGIL Peppe Scifo.

“La situazione attuale è che intanto Cosige ha provveduto a fare dei licenziamenti, ci sono anche dei contratti a tempo indeterminato che non saranno più rinnovati e altri che stanno per scadere e che non saranno rinnovati.

Questo da un punto di vista occupazionale, ma la cosa ancor più grave è che la dismissione dei rapporti di lavoro comporta la fine dei lavori, e quindi un notevole ritardo che si va aggiungere ai ritardi dei lavori per l’opera e che rischia di compromettere i finanziamenti e, nello specifico, di quelli europei.

Quindi il rischio è che se si fermano adesso i lavori l’opera potrebbe essere bloccata per sempre.

Per quanto riguarda l’aspetto economico è semplice da parte del Cas dire da parte nostra manca solo un SAL, magari per loro 18 milioni di euro non sono nulla.

Per questi soldi le aziende ai lavoratori sono in sofferenza. Le aziende poiché lavorano con le anticipazioni bancarie questi soldi serviranno a coprire le fatture già pagate, per avere altre anticipazioni si dovrà produrre lavoro”.

Durante l’incontro di ieri non sono mancati momenti di tensione, con i lavoratori delle imprese che hanno più volte inveito contro la classe politica ritenuta responsabile di non aver seguito questa vicenda. Per almeno tre volte gli interventi sono stati interrotti da urla.

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Per Mariano Ferro, leader dei Forconi, non serve più fare riunioni inutili che non portano a nulla, ma è giunto il momento che gli operai scendano in strada per protestare contro chi li ha ridotti in questo stato.

Questa è l’ennesima riunione che si fa e il risultato è che alla fine l’autostrada si è bloccata.

Mi domando: ma se fossimo a Milano accadrebbe tutto questo?

20 chilometri di autostrada e stentiamo a finanziarla.

Probabilmente in tutto questo la politica ha le sue responsabilità.

A questo punto non credo che sia più necessario disturbare i sindaci o i deputati, qui deve intervenire direttamente i governo nazionale.

C’è anche il sospetto che qualcuno stia pensando di fare il saldo e stralcio con le imprese e i lavoratori, io penso che non si muoverà nulla se la maestranza non scenda in strada per dire basta.

Ricordo che a Roma i taxisti per avere due anni di proroga hanno dovuto bloccare la Capitale.

Purtroppo in Italia le cose non si risolvono se non si creano disagi.

 

Per Vanessa Ferreri del Movimento 5 stelle, di quanto sta avvenendo per i lavori della Siracua- Gela, deve essere informato e interessato il governo nazionale che deve essere chiamato a dare risposte concrete

Qualcosa non torna e penso che chi abbia delle responsabilità deve pagare

E’ l’ennesimo scempio, che vengano coinvolte le parti preposte a dare risposte e chiariscano come stanno le cose.

Molto critico con il governo regionale anche il deputato di Forza Italia Giorgio Assenza

Oltre alle responsabilità politiche che ci sono e sono riconducibili ai governi nazionali e regionali, qui si gioca una partita importante anche sul futuro del Cas, ancora dobbiamo decidere se tenerlo in vita o meno.

Il dramma è ovviamente è per i lavoratori e per le ditte fornitrici ed è per questo che dobbiamo fare in modo che il Cas paghi il prima possibile e assicurarci che questi soldi vadano in primis ai lavoratori.

Al termine dell’incontro i presenti sono addivenuti alla necessità di richiedere una conferenza di servizi che possa permettere di interessare tutti gli attori preposti a dare risposte e fare chiarezza sulle responsabilità relativamente ad un opera che rischia, almeno per ora, di rimanere l’ennesima incompiuta siciliana.

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