Processo Borsellino quater, ergastolo per boss mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino

Processo Borsellino quater, ergastolo per boss mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino
20 aprile 2017

Ergastolo per i boss mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati per la strage di via D’Amelio in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.

La sentenza è stata emessa dalla Corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Antonio Balsamo. Condannati a 10 anni i falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. Per Vincenzo Scarantino i giudici nisseni hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di calunnia. La sentenza è stata emessa dopo circa 11 ore di camera di consiglio.

Madonia, capomafia palermitano della cosca di San Lorenzo, sarebbe stato tra i mandanti dell’attentato. Tutino, invece, avrebbe partecipato alla fase esecutiva della strage. I falsi pentiti sarebbero autori del clamoroso depistaggio che ha portato alla condanna di sette innocenti per i quali, dopo il passaggio in giudicato del verdetto emesso oggi dalla corte d’assise, verrà avviato il processo di revisione, già chiesto dalla procura generale di Caltanissetta.

Le accuse dei falsi collaboratori di giustizia Pulci e Andriotta sono state fondamentali per le loro condanne: da qui la contestazione della calunnia. Stesso reato contestato a Scarantino al quale, però, stasera i giudici della corte hanno riconosciuto la circostanza attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse: la concessione dell’attenuante ha comportato la prescrizione del reato.

Ai familiari delle parti civili costituite – congiunti del magistrato ucciso e degli uomini della scorta – sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno.

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“La prospettazione accusatoria ha retto, siamo soddisfatti – ha detto il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone commentando la sentenza – L’esito di questo processo ha un risvolto positivo non solo per l’ufficio, ma anche per i familiari delle vittime che, per la quarta volta, hanno affrontato il loro calvario”. “Non so se ci sarà un altro processo – ha aggiunto – ma ci sono temi che devono essere ulteriormente sviluppati e l’esito del processo offre spunti per altri approfondimenti”.

“Dopo tanti anni finalmente abbiamo la sentenza del Borsellino bis. Aspettiamo le motivazioni, ma mi pare che sia stato riconosciuto il fatto che Scarantino è stato indotto al depistaggio”. Lo ha detto l’avvocato Rosalba Di Gregorio, legale di parte civile di Gaetano Murna, condannato ingiustamente all’ergastolo per la strage di via D’Amelio per le accuse di falsi pentiti come Vincenzo Scarantino. “Finalmente è stata riconosciuta la verità – ha detto Gaetano Murana – Mi sono costituito parte civile contro questi finti pentiti perché sono solo dei calunniatori”.

“La sentenza di oggi restituisce dignità alla giustizia sulla strage di Via D’Amelio. Va riconosciuto ai componenti della corte d’assise di aver servito il Paese – ha detto l’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino -. La Procura – ha aggiunto – dovrà adesso verificare le responsabilità di criminali al servizio delle istituzioni perché dietro il depistaggio ci furono anche apparati dello Stato”.

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