Sicilia, sabato i sindacati in piazza contro Crocetta: "Svolta o dimissioni"

Sicilia, sabato i sindacati in piazza contro Crocetta: "Svolta o dimissioni"
28 ottobre 2015

Manifestazione regionale di tutte le sigle sindacali sabato 31 Ottobre contro Rosario Crocetta. “La Sicilia vive un vero stato di emergenza, lo sfascio e´ ovunque, tutti i settori sono in allarme, bisogna cambiare subito passo, il 31 le piazze di tutta la regione chiederanno la svolta immediata”. Cosi´ i tre segretari Cgil Cisl e Uil, Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo, Claudio Barone, hanno presentato la grande mobilitazione di sabato che vedrà i tre sindacati confederali scendere in piazza in nove citta´ dell´Isola per chiedere “sviluppo-lavoro-legalita´”. L´hastag della manifestazione sara´ #SiciliaInEmergenza.

Diversi i punti della piattaforma per “la svolta e l´uscita dell´empasse in cui si trova da anni la Sicilia”: chiarezza sui conti della Regione con una riqualificazione della spesa e i tagli agli sprechi, la lotta all´evasione, misure di inclusione sociale e contrasto alla poverta´ e sostegno delle persone non autosufficienti, il finanziamento degli ammortizzatori sociali, la creazione della centrale unica degli acquisti; costi standard e taglio delle consulenze e degli sprechi, la riforma e ammodernamento dell´amministrazione regionale, il superamento dell´impasse sulla riforma delle Province, e ancora la soluzione delle principali vertenze industriali del territorio, interventi per le infrastrutture (collegamenti stradali e ferroviari), la riforma della Formazione professionale e degli Sportelli Multifunzionali, la programmazione dei 12 miliardi d´investimenti Ue per il prossimo decennio. In piazza nelle nove province, ci saranno lavoratori, disoccupati, pensionati, famiglie che porteranno la loro testimonianza sulle vertenze dei territori e sull´”immobilismo che sta soffocando l´Isola in ogni settore”. “Questo governo regionale le ha sbagliate tutte e la Sicilia sta affondando”, dice Pagliaro. Tutti i settori sono in crisi, hanno ribadito i sindacati. “Per non parlare di quanto sia venuto meno il diritto alla mobilita´ dei siciliani – ha affermato Mimmo Milazzo, segretario Cisl Sicilia – e´ il momento di agire dopo anni di leggi inconcludenti, che hanno mostrato una evidente incapacità gestionale da parte di questo governo”.

E il segretario della Uil Sicilia, Claudio Barone ha aggiunto: “La Sicilia e´ al collasso. Le emergenze non si contano piu´ e sono ormai ingestibili. La politica non e´ più in grado nemmeno di metterci le pezze. La situazione sta per esplodere, e noi abbiamo il dovere di guidare la protesta dei siciliani e di chiedere un cambio di rotta. Cosi´ non possiamo più andare avanti, siamo sull´orlo del precipizio. Se la politica non e´ in grado di affrontare e risolvere le emergenze, allora e´ meglio staccare la spina”.

Negli anni della crisi si sono~persi 170mila posti di lavoro, denunciano Cgil Cisl e Uil. Il Pil nell’Isola, dal 2008 al 2014, ha registrato una caduta del 17%, con punte del – 40% nel settore industria e del – 58% in quello delle costruzioni. I sindacati ribadiscono “nessuna~prospettiva si apre per i giovani, mentre per i precari storici non arriva ancora la stabilizzazione e diventa sempre più difficile ottenere anche l’ennesima proroga dei contratti. L’emergenza tocca tutti i settori che dovrebbero essere trainanti per l’economia siciliana”.

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Sindacati in piazza: a Palermo il presidio sarà in piazza Verdi dalle ore 9,30, a Trapani al Teatro Ariston dalle 9,30, ad Agrigento dalle 9,30 un corteo partirà da via Atenea e si concluderà all’auditorium ex chiesa San Pietro via San Francesco.

A Catania appuntamento davanti la sede distaccata della Regione ex Palazzo Esa, a Messina al Palacultura dalle 10. A Caltanissetta la manifestazione si svolgerà a Sommatino con una veglia di preghiera alle ore 10, nella chiesa Madre di Piazza V. Emanuele e alle 11, 30 il presidio nella miniera Trabia Tallarita.

Ad Enna Cgil Cisl e Uil si ritroveranno presso la Sala Cerere a Palazzo Chiaramonte, a Ragusa l’appuntamento è fissato per le ore 9.30 nella sala Avis di Via Vittorio Emanuele Orlando. A Siracusa manifestazione in largo XXV luglio (Piazza Pancali davanti il tempio di Apollo) a partire dalle ore 9.30. A Palermo la manifestazione sarà conclusa dal segretario Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, ad Enna dal segretario Cgil Sicilia Michele Pagliaro e a Siracusa dal segretario Uil Sicilia Claudio Barone.

I dati della crisi parlano chiaro: i disoccupati, sono il doppio rispetto alla media nazionale. “Necessaria la svolta che deve passare – aggiungono Cgil Cisl e Uil – dall’apertura di tavoli di confronto sulle vertenze ‘storiche’ mai risolte, ci convochino subito per definire una strategia per uscire dalle emergenze, temiamo gravi tensioni sociali”. I tre sindacati sollecitano anche “l’utilizzo delle risorse dei Fondo strutturale della nuova programmazione europea 2014-2020, per creare occasioni di sviluppo nel prossimo decennio”, e un confronto fra governi regionale e nazionale, e il sistema delle aziende pubbliche di servizi – in particolare Anas e Ferrovie dello Stato – “per rivendicare l’attuazione degli accordi di Programma Quadro per la modernizzazione della rete ferroviaria, della portualità e della logistica”.

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Ma migliaia di lavoratori attendono anche le somme degli ammortizzatori sociali “non è possibile – concludono Cgil Cisl e Uil – che la burocrazia tolga il sostentamento mensile dei lavoratori e delle loro famiglie, sono necessarie nuove risorse per evitare la macelleria sociale”.

“Sosteniamo le ragioni della mobilitazione unitaria che i sindacati Cgil, Cisl e Uil stanno organizzando per sabato 31 ottobre nelle nove province siciliane contro l’immobilismo della Regione e per chiedere “Lavoro, Sviluppo e Legalità”.

Durante l’ultimo incontro organizzato dall’AnciSicilia e svoltosi il 19 ottobre scorso, cui hanno partecipato oltre un centinaio di sindaci e amministratori provenienti da tutta la Sicilia, abbiamo ribadito come i comuni e il mondo del lavoro della nostra Isola siano messi a dura prova, da troppo tempo, da una condizione di estrema sofferenza. I punti critici della crisi degli enti locali sono stati analizzati ampiamente nel corso dell’incontro e coincidono in parte con le ragioni della mobilitazione”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Abbiamo più volte ribadito come la gravissima crisi finanziaria, determinata in parte da scelte regionali, si ripercuota negativamente anche sul fronte dei lavoratori precari, su imprese, fornitori e sui servizi da erogare ai cittadini. Vi è in atto una grave crisi di liquidità negli enti locali, in buona parte ascrivibile alla mancata erogazione dei trasferimenti regionali: ad oggi, infatti, non è stato erogato un centesimo e l’unico, modestissimo, intervento annunciato dalla Regione riguarda solo 55 milioni di euro, su un totale complessivo di 340, del tutto insufficienti per scongiurare gravi ripercussioni sull’assetto degli enti locali”.

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“La mancanza di riforme o la mancata attuazione delle stesse – concludono Orlando e Alvano – non solo ha costretto i nostri comuni a fronteggiare uno stato di calamità istituzionale, ma ha anche impedito che si potessero determinare quei meccanismi virtuosi per governo del territorio, acqua e rifiuti che avrebbero consentito risparmi strutturali



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