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Aeroporto di Trapani senza governance e senza trasparenza. La Regione che fa?

Aeroporto di Trapani, senza governance e senza trasparenza. Il CdA è infatti scaduto, e la Regione Siciliana, che detiene le quote di maggioranza della società che gestisce lo scalo, l’Airgest, non fa nulla per convocare la nuova assemblea dei soci e procedere alla nomina della nuova governance. Inoltre, non è possibile avere contezza della reale situazione dell’aeroporto, dato che la stessa Airgest non pubblica nel sito i dati che invece dovrebbe pubblicare per legge, a cominciare dai bilanci.

E’ una crisi ben più profonda della nota questione Ryanair, quella che attraversa l’aeroporto di Trapani Birgi, il “Vincenzo Florio”. Una crisi che è politica, e anche strutturale, e che potrebbe portare presto il territorio della provincia di Trapani a costruire un piccolo tragicomico capolavoro: mandare all’aria un aeroporto che fa numeri, e che è volàno dell’economia di un territorio in forte depressione.

Il caso Ryanair è noto. E si riassume così: se i Sindaci non pagano il dovuto, Ryanair se ne va. I sindaci hanno soltanto qualche giorno per trovare una soluzione, dopo che il presidente della Camera di Commercio Pino Pace si è dimesso dal coordinamento del tavolo di tutti i primi cittadini in questo rapporto commerciale con Ryanair. Pace non ne voleva più. Siccome formalmente il contratto l’ha firmato la Camera di Commercio, Pace ha anche detto che se entro questa settimana non si trova un sostituto avverrà la rescissione del contratto e Ryanair sarà liberissima di andarsene.  Tutti i guai nascono da quando la Regione ha abolito la Provincia, che deteneva la maggioranza delle quote dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto. Si sta anche vedendo, in queste ore, di capire se si possono recuperare, per venire incontro ai sindaci, che non possono pagare perchè hanno le casse vuote, i cinque milioni di euro di ristoro concessi al territorio per riparare dei danni dovuti all’intervento militare in Libia (era il 2011). Ma comuque, quei soldi sono stati utilizzati per scontare gli oneri dovuti da Airgest a Enac, così come i due milioni di euro concessi per lo stesso motivo dalla Regione Siciliana sono stati utilizzati per un bando per cercare vettori per collegamenti con l’Europa dell’est.I sindaci possono al massimo recuperare uno dei cinque milioni di euro. Loro puntano ad avere 2,5 milioni di euro, che è un po’ di più della quota annuale, di 2 milioni e 225 mila euro che i Comuni devono a Ryanair, o meglio all’ «Ams», la società che si occupa del marketing della Ryanair.

Il fatto è che però quella che sta mancando è la Regione, che detiene il 60% delle azioni dell’Airgest. Il consiglio di amministrazione, avendo presentato il terzo bilancio, è scaduto.Cosa aspetta la Regione a nominare un consiglio nuovo, che con la spending review dovrebbe passare a tre membri, dato che l’attuale, essendo scaduto, può fare solo l’ordinaria amministrazione. Come può il presidente Castiglione gestire ora questa crisi se non ha poteri?
Altro problema. I sindaci chiedono da tempo di vedere il bilancio dell’Airgest. E hanno ragione. Perchè questo bilancio non è pubblicato, come prevede la legge, sul sito dell’Airgest o sul sito della Regione? Dovrebbe essere pubblicato in realtà in entrambi. E’ una cosa illegale, perchè in questo modo non possiamo avere contezza di quello che succede davvero dentro l’Airgest. Come abbiamo più volte denunciato su Tp24.it, la trasparenza dell’Airgest è imbarazzante, eppure la Regione Siciliana non interviene. Perchè? La sezione “Amministrazione Trasparente” contiene, come prevede la legge, la sottosezione “Bilancio”, ma, come potete riscontrare cliccando qui, la pagina è sempre “in allestimento”.

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