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Capo d'Orlando: un'elisuperficie a dieci passi dal mare. Distrutta prima di essere inaugurata

E’ costata 400 mila euro, finanziata dalla Protezione civile per far fronte alle emergenze, è stata completata proprio mentre sulla Sicilia si abbatteva una bufera di neve. Ma non potrà, probabilmente, mai essere utilizzata perché è stata costruita in una zona dissestata (a dieci passi dal mare) e ad alto rischio idrogeologico perché collocata alla foce di una fiumara. E’ l’elisuperficie realizzata dal Comune di Capo d’Orlando, ennesimo esempio di spreco di denaro pubblico: deve essere ancora inaugurata ma è già inagibile. La strada di collegamento è stata distrutta da una recente mareggiata e l’opera, che si trova a pochi metri dalla battigia, rischia con le prossime mareggiate di essere inghiottita dal mareggiata.


Al danno, poi, si aggiunge la beffa: l’opera è stata costruita su un terreno in affitto (per 8 anni con diritto di riscatto) per il quale il Comune di capo d’Orlando paga 20mila euro l’anno di canone. Non ci voleva molto a capire che non era il caso di costruire un’elisuperficie in quell’area: in più di un’occasione i militanti del Circolo di Legambiente dei Nebrodi e non solo lo avevano fatto presente. Inascoltati. Una vicenda che va avanti ormai parecchi anni. Sul tema nel 2006, chiamato in causa dal direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante era anche intervenuto l’allora capo della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso: «nel condividere le tue preoccupazioni – aveva scritto Bertolaso in risposta a una segnalazione inviata da Ferrante – circa i fenomeni di erosione costiera che interessano Capo d’Orlando e in particolare la necessità di evitare la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate in aree già sottoposte all’azione delle mareggiate, ho ritenuto opportuno sensibilizzare l’amministrazione regionale in ordine alla gravità del fenomeno e nel contempo il Comune di Capo d’Orlando a prevedere la possibilità di delocalizzare le infrastrutture interessate dai fenomeni». Invano evidentemente.
«I lavori – racconta Enzo Bontempo, presidente del circolo di Legambiente dei Nebrodi – per la realizzazione dell’opera sono stati avviati nell’agosto del 2012, ma dopo pochi giorni sono stati sospesi, in quanto una mareggiata aveva distrutto la strada di collegamento. Proprio per questo motivo, cioè per la vicinanza al mare, nel settembre del 2013 era stata decisa la delocalizzazione in un’altra area più sicura e con una viabilità migliore. Ma dopo poco tempo (nell’ottobre 2013) venne deciso nuovamente di realizzarla nella zona minacciata dal mare, prevedendo, al contempo, la costruzione di un muro per un importo di 900mila euro. Il Comune di Capo d’Orlando per realizzare questo muro ha indetto ben tre (3) gare , ma dopo che le stesse erano state aggiudicate le imprese vincitrici hanno, di volta in volta, rinunciato a eseguire i lavori».
Negli ultimi mesi dell’anno scorso l’epilogo. Alla fine di novembre 2014, nonostante la situazione fosse diventata sempre più precaria a causa della devastante azione dell’erosione costiera, il Comune di Capo d’Orlando guidato da Enzo Sindoni ha disposto la ripresa dei lavori, in quanto il finanziamento scadeva il 31 dicembre 2014: ora l’opera è stata realizzata e deve essere collaudata, ma a causa delle recenti mareggiate, l’elisupercie il cui scopo era quello “di consentire in caso di emergenze (di protezione civile e sanitarie) il soccorso ed il trasporto degli abitanti”, è irraggiungibile e rischia di essere distrutta dalle mareggiate.

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