Ndrangheta: a 23 anni dall’omicidio dei Carabinieri Fava e Garofalo presi i mandanti

Ndrangheta: a 23 anni dall’omicidio dei Carabinieri Fava e Garofalo presi i mandanti
26 luglio 2017

Sono stati Eseguiti due mandati di arresto nei confronti di due persone accusate di essere i mandanti dell’omicidio dei carabinieri Antonio Fava e dello sciclitano Vincenzo Garofalo, avvenuto il 18 gennaio del 1994, lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Rocco Santo Filippone, 77 anni, è stato arrestato nella sua casa di Melicucco e secondo gli inquirenti è legato alla potente cosca della ‘ndrangheta dei Piromalli di Gioia Tauro. Il secondo mandato di arresto è stato notificato in carcere a Giuseppe Graviano, il capo del mandamento palermitano di Brancaccio arrestato nel gennaio 1994 a Milano e considerato, con il fratello, l’ideatore della campagna di stragi di Cosa Nostra tra il 1992 e 1993. L’accusa per Graviano e Filippone è di aver partecipato, nel periodo in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, all’organizzazione di altri omicidi e tentati omicidi avvenuti in Calabria.

Per l’omicidio dei due carabinieri, all’epoca, furono condannate altre due persone per l’esecuzione materiale: Consolato Villani e Giuseppe Calabrò.

La direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha concluso che gli attentati del’94 ai carabinieri, quello in cui morirono appunto  Fava e Garofalo e altri due in quello stesso periodo contro altri membri dell’Arma, «non vanno letti in maniera isolata, ma vanno inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell’ambito di un progetto criminale in stretta sintonia con Cosa Nostra il cui obiettivo era l’attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese con modalità terroristiche».

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Quando furono usccisi Vincenzo Garofalo e Antonino Fava, avevano rispettivamente 31 e 36 anni, entrambi sposati, due figli il primo, tre il secondo. I due, entrambi appuntati, originari rispettivamente di Scicli e di Taurianova, nel Reggino, erano in servizio al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palmi. Furono crivellati a colpi di mitraglietta calibro nove e kalashnikov. Un inferno di fuoco, al quale hanno tentato disperatamente, quanto inutilmente, di sottrarsi. Garofalo e Fava erano sulla “Gazzella” e hanno avuto solamente il tempo di avvisare la centrale che un’auto sospetta li stava seguendo.

I sicari si sono affiancati all’auto dei carabinieri, sulla corsia Sud dell’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, a tre chilometri dallo svincolo di Scilla.

 



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