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Agricoltura: un sogno chiamato Km 1 per superare la crisi

Superare la crisi dell’agricoltura andando a fare accordi diretti con la piccola distribuzione prevedendo una divisione equa tra produttori e rivenditori. Questo progetto, per chi lo ha ideato è un sogno che si può realizzare, prende il nome di Km.1 ed è l’obiettivo principale di Apas, una associazione di produttori, ancora giovane, di Carlentini (Siracusa) alla quale al momento hanno aderito 20 aziende agricole del siracusano, aziende principalmente impegnate nella coltivazione di agrumi. «Personalmente ritengo sia sbagliato parlare di crollo del mercato perché il prezzo al consumo rimane comunque sempre alto al di là del fatto che entri merce da altri paesi». Ad affermarlo è il presidente dell’Associazione Apas Km 1, Salvatore Piccolo, che spiega le finalità del progetto non prima di aver fatto una premessa: «Potremmo parlare di crollo del mercato se le arance fossero vendute al consumatore a 0,50 centesimi, ma nei fatti non è così. Il vero problema – afferma Piccolo – è il gap che c’è tra il prezzo dato al produttore e quello al consumo, per le arance spesso c’è oltre un euro di differenza, per il pomodoro a volte oltre 3,50 euro, qual è il valore reale del prodotto?» Così, come per il pomodoro nel ragusano, anche per le arance quest’anno si è toccato uno dei picchi più importanti della crisi, il prezzo dato ai produttori va da 0,10 centesimi al chilogrammo in giù, molti stanno ritardando la raccolta che, a differenza del pomodoro, deve essere svolta obbligatoriamente se non si vuole compromettere anche la produzione futura. Più diventa urgente raccogliere, più si avvicinano intermediari pronti a offrire prezzi stracciati per accaparrarsi il prodotto e, se un produttore dice no, magari l’altro del terreno accanto dice si. «Molti – sostiene Salvatore Piccolo- forse non si rendono conto di quanto costa produrre un chilo di arance. Il prezzo giusto per il produttore sarebbe di 0,50 centesimi al chilo, quando produciamo, spesso, non consideriamo le spese relative al nostro lavoro, ma se facessimo bene i conti ci accorgeremmo che 0,30 centesimi non basterebbero a coprire i costi per la produzione di un chilogrammo di arance». Uno dei problemi principali dell’agricoltura, come abbiamo evidenziato nell’articolo sula crisi del pomodoro, è dato dalla incapacità dei produttori di creare sinergia, un problema che, comunque, nasce da politiche agricole nazionali ed europee sbagliate.

Salvatore Piccolo - Presidente Apas Km.1
Salvatore Piccolo – Presidente Apas Km.1

«Il fatto- sostiene il presidente di Apas Km 1- è che i produttori non riescono ad organizzarsi, lasciamo stare la Gdo con la quale è molto difficile trattare, non abbiamo forza contrattuale per farlo, ma concentriamoci su un obiettivo a noi più vicino che possa portare risultati in un periodo più breve. Uno degli obiettivi è quello di trovare un sistema alternativo all’impostazione del mercato attuale, partendo proprio dal valore reale del prodotto.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere accordi con i piccoli rivenditori, i negozietti per intenderci, proponendo di dividere con una proporzione del 60% per il produttore e 40% per il rivenditore. Questo sistema, attraverso l’apposito marchio esposto dal rivenditore, consentirà al consumatore di conoscere subito la provenienza di quel prodotto e di sapere che, dall’acquisto, il produttore avrà un introito equo che gli permetterà di lavorare in maniera serena e di migliorare sempre più la qualità del prodotto stesso»

 

Il progetto di Apas Km1 è eticamente corretto ed ambizioso, ma certamente non semplice da attuare, l’ostacolo principale sono i produttori stessi, la storia insegna che nel mondo agricolo della Sicilia sud orientale non c’è molta propensione per la sinergia, un elemento, questo, che ha creato non pochi problemi all’economia locale. Dall’altro lato c’è poi lo scontro con gli intermediari, il progetto è quello di abbattere la filiera sorretta da un sistema forte e radicato di certo non facile da scardinare.

 

 

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