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Premiolino 2018, fra i premiati anche Paolo Borrometi

Last updated on 22 giugno 2018

La Giuria de Il Premiolino, il premio giornalistico più antico e prestigioso d’Italia, composta da: Presidente Chiara Beria di Argentine, Vicepresidente Piero Colaprico, Giulio Anselmi, Ferruccio de Bortoli, Milena Gabanelli, Massimo Gramellini, Enrico Gramigna, Enrico Mentana, Alfredo Pratolongo, Donata Righetti, Valeria Sacchi, Beppe Severgnini, Gian Antonio Stella e Carlo Verdelli, ha consegnato ieri sera a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, i premi ai vincitori della 58esima edizione.

La serata, che si è aperta con l’intervento del Sindaco Giuseppe Sala, ha visto tra gli ospiti Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese che indagava sui temi della corruzione, uccisa lo scorso ottobre da una bomba messa sulla sua auto, che è salita sul palco per consegnare il premio a Paolo Borrometi e che, nell’occasione, ha pronunciato un toccante discorso dedicato alla tutela della libertà di stampa.

Promosso dalla Fondazione Birra Moretti, il Premiolino di anno in anno si rinnova dando voce e credito alle espressioni del giornalismo che si sono particolarmente distinte per varietà e originalità dei contenuti, per pregi professionali e formali e, soprattutto, per la volontà di testimoniare la realtà, impegno primario di ogni giornalista libero, non condizionato da qualsiasi influenza esterna. Parole queste che, dal 1960, sintetizzano la visione di quanti hanno creduto in questo Premio e che guidano, da allora, la selezione dei vincitori.

I vincitori dell’edizione 2018 sono: Paolo Borrometi, direttore della testata giornalistica di inchiesta laspia.it, collaboratore di AGI e presidente di Articolo 21, vive sotto scorta dal 2014. Premiato per il suo coraggioso impegno nelle inchieste sulla mafia nella Sicilia orientale, nelle quali ha denunciato il mercato delle cittadinanze anche nell’Isola di Malta. Indagine che fu ripresa da Daphne Caruana Galizia; Lorenzo Cremonesi, inviato speciale del Corriere della Sera. Per vent’anni ha seguito le vicende mediorientali, come corrispondente da Gerusalemme e inviato in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. Premiato per i reportage, le inchieste e la passione con cui segue, spiega e testimonia in prima persona i drammi della nostra epoca; Riccardo Venturi, fotoreporter di fama internazionale e Lorenzo Colantoni, giornalista e videomaker, per il progetto Italiani d’Europa – l’integrazione europea vista con gli occhi degli italiani all’estero, realizzato dall’Associazione Akronos, in collaborazione con il National Geographic e con il sostegno del Ministero degli Esteri. La prima tappa Italians and the Uk, la seconda Italiani del Belgio, raccoglie con un DocuWeb, reportage fotografico e un libro, ventinove storie della comunità italiana in Belgio. E’ una riflessione su un Paese storicamente di emigranti come l’Italia che oggi si ritrova ad accogliere chi viene a chiedere ospitalità; Tonia Mastrobuoni, corrispondente de la Repubblica a Berlino, per il suo acuto e attento lavoro di inchiesta sulla Germania, Paese chiave nell’Europa tra crisi e crescita; Filippo Roma (sceneggiatore televisivo e cinematografico, autore e inviato) e Marco Occhipinti (giornalista e autore) del programma Le Iene (Italia 1), per l’inchiesta I Superfurbetti a 5 stelle in cui viene denunciata la mancata restituzione dello stipendio da parte di una decina di parlamentari del Movimento Cinque Stelle, non versato al Fondo per il microcredito che finanzia la piccola e media impresa, come dichiarato agli elettori; Raphaël Zanotti, giornalista a La Stampa dal 2007, specializzato in Social Media Intelligence, Data Journalism e Data Visualization, per l’ideazione della piattaforma interattiva “Il voto strada per strada” lanciata in occasione delle elezioni politiche italiane del marzo 2018. Uno strumento nuovo, ideato con la collaborazione della Fondazione ISI, in grado di offrire agli utenti l’opportunità di fare confronti tra elezioni, tra partiti, in ogni sezione elettorale.

Il premio Fondazione Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare (10ˆ edizione) ad Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s Bar (un’icona con oltre 20 locali nel mondo, dichiarata nel 2001 patrimonio nazionale dal Ministero italiano dei Beni Culturali) e autore di numerosi libri dedicati al mondo della ristorazione italiana. Il premio riconosce il lavoro, svolto negli ultimi 60 anni, nella valorizzazione della cultura e dello stile alimentare italiani nel mondo.

Il Premiolino ha premiato nel corso degli anni grandi firme come Indro Montanelli, Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, Sergio Zavoli, Pier Paolo Pasolini, Altiero Spinelli. Senza dimenticare quanti, meno noti e spesso al lavoro in piccole testate, sono stati segnalati per qualità morali e professionali. Un Premio, dunque, che rappresenta un punto di arrivo importante nella carriera di un giornalista o un trampolino di lancio per i tanti giovani talenti che, ancora oggi, scelgono di dare testimonianza, con strumenti più o meno tradizionali, del nostro tempo.

Il menu della serata, in abbinamento alle specialità della famiglia Birra Moretti, è stato firmato da Claudio Sadler, chef 1 stella Michelin.

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