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Posts tagged as “anthony barbagallo”

Covid, Barbagallo (Pd): “Sicilia fanalino di coda”

Il segretario regionale del Partito Democratico della Sicilia, Anthony Barbagallo torna all’attacco: “I dati statistici parlano chiaro: Sicilia ultima regione d’Italia per i vaccini agli ultranovantenni e fanalino di coda anche tra le regioni che hanno somministrato la prima dose alla fascia d’età dagli 80 e gli 89 anni. Ultima con abbondante distacco dalla penultima – dice Barbagallo -. Parafrasando la classifica di serie A che gli sportivi sono abituati a leggere il lunedi mattina: siamo come il Crotone. Nel calcio quando una squadra gioca male ed è ultima in classifica si cambia l’allenatore per provare a cambiare rotta ma questa metafora non vale in Sicilia dove il “mister” Musumeci, uno e triino (presidente, commissario straordinario per l’emergenza covid e assessore alla Salute ad interim) resta inesorabilmente attaccato alla panchina mentre è urgente e non più rinviabile un cambio di allenatore”.


“Ci aspettiamo, con tutti i siciliani, un sussulto di orgoglio da parte del governatore di cui continuiamo a chiedere le dimissioni per manifesta inadeguatezza Ma intanto è urgente una operazione verità basata su dati e numeri veri – conclude Barbagallo – senza, soprattutto, aggressioni verbali e insulti sconsiderati”.

A Caltagirone soppressa l’unità operativa del Turismo e del Museo della Ceramica

“L’ultimo regalo del governo regionale a Caltagirone? È stata soppressa l’unità operativa dell’assessorato al Turismo, una disposizione incomprensibile considerata la vocazione della nostra città. E come se non bastasse è stata anche ‘cancellata’ l’unità operativa del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone. Insomma invece di rilanciare il nostro territorio, il governo regionale smantella gli strumenti operativi del suo settore strategico”.

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Lo dice Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del PD, che sulla vicenda ha presentato una interrogazione all’Ars. “Davvero non si comprendono i motivi di queste scelte, considerando che Caltagirone è uno dei centri con il maggiore flusso turistico e considerata l’importanza del Museo della Ceramica, che adesso perderà la sua autonomia e la gestione verrà inglobata in un’unica unità insieme con altri musei del Catanese”. 

Nell’interrogazione Barbagallo chiede ripristinare l’unità operativa del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone, allo scopo di offrire una migliore e qualificata organizzazione amministrativa, scientifica e tecnica dell’offerta museale e sostenere e rafforzare il processo di promozione turistica e culturale della città di Caltagirone e del suo territorio, anche alla luce della valenza turistica del territorio del Val di Noto quale luogo riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità.

Barbagallo: “Governo vuole affossare società sportive”

“Il governo ha gettato la maschera fin dal primo minuto dell’esame della manovra: intende affossare lo sport siciliano. Con il parere contrario del governo, infatti, non è passato il ripristino dei 4.5 milioni del Fondo dello sport a valere sulle spese informatiche della Regione sostituito  dal reintegro di un solo milione di euro  che siamo riusciti a strappare ai tagli che il governo aveva inopinatamente apportato a capitoli fondamentali del Bilancio”. Lo dice Anthony Barbagallo,parlamentare regionale del PD.

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“Il governo dimentica – aggiunge Barbagallo – il ruolo di integrazione ed educazione che le piccole società sportive ed i relativi settori giovanili, svolgono sul territorio. Schierarsi come ha fatto il Governo contro il ripristino del fondo dello Sport – continua – significa ipotecare il futuro di centinaia di Associazioni Sportive Dilettantistiche, vera linfa dello sport, Cuore pulsante della passione di migliaia di atleti, una  rete sociale invisibile ma estremamente fondante dei rapporti sociali e di crescita economica”.

Rifiuti, Barbagallo: “5 milioni per Comuni ‘virtuosi’ fermi nelle casse della Regione”

“Cinque milioni di euro destinati a circa 35 comuni ‘virtuosi’ sul fronte della raccolta differenziata, sono fermi nelle casse della Regione”.  Lo ha detto Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del PD e componente della commissione Territorio ed Ambiente dell’Ars che ha oggi tenuto una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni.

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“L’ultima finanziaria regionale – ha detto – ha previsto una riserva di cinque milioni di euro per i comuni in grado di superare il 65% di raccolta differenziata. Fino ad ora il fondo non è stato ripartito, non è stato adottato alcun provvedimento da parte degli assessorati all’Energia ed alle Autonomie Locali, così come non ci sono certificazioni dell’Arpa sulla percentuale di differenziata raggiunta dai comuni nel 2017”.

“Insomma – ha concluso il parlamentare del PD, che sulla vicenda ha presentato una interrogazione all’Ars – da un lato la Regione ‘minaccia’ i sindaci con la prospettiva della decadenza in caso di risultati negativi sul fronte della raccolta, e dall’altro non rispetta gli ‘incentivi’ per i comuni che lavorano bene. Non vorremmo che il governo stia pensando di destinare questi fondi altrove, magari in occasione del prossimo ddl di variazioni di Bilancio”.  

Alla conferenza stampa, insieme con Barbagallo, erano presenti sindaci ed amministratori di alcuni dei comuni virtuosi in attesa dei fondi regionali.

Castello Schisò, è polemica: Pd e Legambiente attaccano Musumeci

È polemica sull’acquisto del Castello Schisò di Giardini Naxos. È di ieri la notizia che il Castello è stato acquistato dal Parco Naxos diventando patrimonio della Regione Siciliana. Oggi Partito Democratico siciliano e Legambiente attaccano il Governo regionale.

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“Mi complimento con la Regione Siciliana per l’acquisto del  Castello di Schisò. Un vero affare, concluso per una cifra doppia rispetto al prezzo di mercato – dice il parlamentare dem Anthony Barbagallo – Si tratta di  un immobile di alta valenza culturale la cui proprietà è stata la centro di una complessa vicenda giudiziaria. Poco meno di un anno fa, nel dicembre 2017, – aggiunge – il bene era stato battuto all’asta ad 1.615.000 euro. Adesso  – conclude – la Regione spende più del doppio, 3.400.000 euro per  fare un acquisto che lascia molte ombre”.

Per gli ambientalisti siciliani, che si battuti e chiesto da tempo che la Regione acquistasse il Castello di Schisò, “un giudice del Tribunale di Messina di annullare la procedura di vendita all’asta. Queste perplessità furono rilanciate in un’intervista dalla storica dell’arte Silvia Mazza che, durante le procedure di vendita nei mesi precedenti, aveva interessato l’allora Assessore Sgarbi, chiedendogli, giustamente, di non far partecipare la Regione all’asta. La vendita del Castello fu stabilità alla cifra di 1.615.000,00  euro, unico possibile acquirente la società Hotel Palme srl; cifra che avrebbe dovuto sborsare la Regione esercitando il diritto di prelazione, essendo un bene vincolato. Infatti, gli organi del Parco archeologico di Naxos, nella delibera del 30 dicembre 2017, avevano stanziato questo importo per l’acquisto del bene. Ma, il 12 marzo 2018, questo giudice di Messina decide sia di bloccare la vendita sia la successiva base d’asta  di 4.100.000,00  euro, per stabilire la quale ha individuato come “utile parametro  l’ammontare dello stanziamento all’uopo di recente disposto dal Parco archeologico di Naxos”. Inoltre, il giudice, rincarando la dose, parla nell’ordinanza di un “intervenuto stanziamento del complessivo importo di 3.413.473 euro” finalizzato dal Parco “all’acquisto del Castello. Peccato che, agli atti del Parco, così come confermò pubblicamente la direttrice del Parco, l’architetto Vera Greco, alla nostra iniziativa del 12 maggio, non risulta nulla di tutto questo, ma solo la delibera che stanziava 1.615.000,00 euro. Ora mi chiedo e chiedo all’Assessore Tusa: come si è oggi arrivati a comprare il Castello per una cifra quasi tre volte superiore a quella fissata nel marzo scorso? C’è una nuova valutazione del valore dell’immobile? Chi l’ha fatta? Spero che la base della nuova determina non sia l’astruso e disinvolto ragionamento fatto dal giudice nell’ordinanza. Sarebbe uno scandalo. Chiediamo chiarezza, perché continueremo a batterci per salvare il patrimonio culturale della nostra regione, ma, con la stessa forza e determinazione, vogliamo affermare i valori di legalità e trasparenza”.

Miccichè: “Fi baricentro del centrodestra, partiti di governo un misero 10%”

Il presidente dell’Ars  e commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, commenta le amministrative svoltesi in Sicilia. “Gli iettatori erano già pronti a scommettere che la barca sarebbe affondata e invece si ritrovano davanti l’Amerigo Vespucci. Forza Italia in Sicilia resta il baricentro dell’intera coalizione e grazie ai suoi numeri consegna le chiavi di alcuni dei municipi siciliani più importanti al centrodestra”.

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“Se il partito del Presidente Musumeci avesse organicamente fatto parte della coalizione – continua Miccichè – avremmo ottenuto anche qualcosa in più. Indicativo, infine, il dato complessivo dei partiti dell’alleanza di Governo nazionale: un misero 10%. La sola Lega il 2%”.

Sull’altro fronte, quello del Partito Democratico, ci si lecca le ferite soprattutto per la sconfitta di Catania. “Anche a Catania la destra è riuscita a capitalizzare il malumore dei cittadini. Prendiamone  atto per ricostruire il centro sinistra ricominciando dalle forze  sociali e da quei cittadini che non si rassegnano al linguaggio della barbarie e alla logica del nemico”. Lo il parlamentare regionale  Pd Anthony Barbagallo. “Occorre definire un nuovo progetto di società da costruire assieme alle molteplici realtà associative presenti nel territorio e riaprire un dialogo con tutti coloro che pur condividendo gli stessi valori ai quali si ispirano le forze politiche del centro sinistra, non votano per il centro sinistra impegnando il massimo delle energie per raggiungere l’unità. Il Pd – continua – deve essere inclusivo e recuperare tutte le risorse umane migliori, senza veti e primogeniture. Non esistono ricette semplici ed universali, ma è necessario affrontare con determinazione la crisi profonda che stiamo attraversando. Attorno alle politiche per i migranti, ad esempio – prosegue Barbagallo – si gioca il futuro di tutte le comunità. In un momento in cui ansia e preoccupazioni prevalgano, è necessario affrontare seriamente le paure dei cittadini dando priorità ai temi della sicurezza e di una maggiore equità sociale – conclude –  rifiutando in ogni caso l’idea che differenze di razza o di genere possano essere viste come la causa del collasso dell’ordine pubblico”.

Di altro tono invece il senatore dem Davide Faraone. “Le elezioni amministrative dimostrano che il Pd è un po’ ammaccato, ma c’è. Ma questo è l’ultimo dei miei pensieri in queste ore. C’è una nave in mare che se alziamo la testa la vediamo, ci sono donne e bambini bloccati dai nuovi potenti, da chi fa il forte con i deboli. Un monocolore verde militare che dobbiamo contrastare. Verde militare che ha cannibalizzato il giallo del M5S, scomparso politicamente ed elettoralmente. Verde per la rabbia e l’odio che esprime verso il diverso, di chi giura sul Vangelo, che prevede, come tutti voi sapete, di lasciare la gente morire in mare. Verde come la faccia di un capo padano che crede solo nel matrimonio tradizionale, quello degli altri naturalmente, lui va in deroga. Verde nel senso che lascia “al Verde” i più poveri, perché solo i ricchi dovranno pagare meno tasse. Contro questo potere sordo e cieco dobbiamo fare un’opposizione seria e responsabile, ma senza nessun “maanche”. Abbiamo un “nuovo campo” da esplorare, dobbiamo motivare chi ci ha mollato nelle passate elezioni, votando altri partiti o astenendosi. Dobbiamo essere riferimento dei tanti moderati, cattolici, liberali, che hanno votato centro destra in passato, ma che con questi estremisti, non vogliono avere nulla a che fare. Dobbiamo parlare soprattutto alle nuove generazioni, quelle del lavoro precario e dei senza pensione. Quelli che, anche senza lavoro e senza pensione, si tufferebbero in mare per salvare una vita umana. Ne conosco tanti, soprattutto dalle mie parti. In Sicilia, al Sud. Prima i giovani, quindi. Nessuna rottamazione per carità, ma o si costruisce un partito che pulsa di futuro, frequentato da ragazze e ragazzi senza paura del progresso o avremo fatto solo “chiacchiere e distintivo”.

Il capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, Valentina Zafarana, non ci sta assolutamente a parlare di flop in questa tornata elettorale e stoppa sul nascere chi in questo appuntamento con le urne prova a vedere l’inizio della parabola discendente del M5S.”Un risultato sicuramente positivo. Il raffronto con le amministrative degli anni passati racconta di un Movimento in continua crescita, che conquista un altro Comune (Pantelleria),  lotta per conquistarne un secondo (Acireale) e per confermarne un terzo (Ragusa) e intanto piazza oltre 50 consiglieri comunali all’interno di importanti amministrazioni, anche dove non eravamo presenti, come a Catania, Acireale e Messina. In quest’ultimo Comune  entriamo in forze, con 7 o addirittura 9 consiglieri. L’errore è confrontare i dati di oggi col boom delle politiche, dove sono in gioco dinamiche completamente diverse e il voto d’opinione riesce a farsi spazio a differenza di quanto accade nelle comunali. Su cinque comuni a livello nazionale in cui il Movimento 5 Stelle va al ballottaggio, due si trovano in Sicilia. Anche nel 2013, dopo gli ottimi risultati delle regionali e delle politiche ‘ afferma –  ci fu chi si apprestò a vaticinare l’inizio della fine del M5S, salvo poi essere clamorosamente smentito dalle regionali dello scorso anno e, soprattutto, dalle recenti politiche che ancora bruciano sulla pelle di tutti gli schieramenti politici. Rispetto al 2013 – continua la deputata – abbiamo aumentato mediamente la percentuale dei voti ottenuti almeno del 20 per cento, con punte di incremento in alcuni Comuni addirittura del 33 per cento. Se questi sono numeri di una forza politica in crisi… E c’è sempre da tenere conto la legge elettorale che non ci favorisce certamente  e il fatto di doverci confrontare ad ogni tornata con raggruppamenti di liste che mettono assieme decine e decine di candidati”.

“Il voto di domenica in Sicilia premia la coalizione del governo regionale. Il centrodestra unito vince senza troppa difficoltà in grossi e piccoli centri, da Catania a Ventimiglia, andando quasi ovunque al ballottaggio con i propri candidati a sindaco. Serve adesso un sereno confronto al di là dello Stretto per  tentare di definire una strategia unitaria del centrodestra nei confronti del governo centrale”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Barbagallo: “Follia accorpare Turismo a ministero dell’Agricoltura”

“Nel discorso che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto al Senato non c’è stato alcun accenno al turismo e, come se non bastasse, circola voce di un possibile accorpamento del Turismo al Ministero dell’Agricoltura. Mi auguro che non sia vero, sarebbe semplicemente una follia! Saremmo in presenza di una grave e preoccupante involuzione con pesanti conseguenze a livello nazionale e per la Sicilia in particolare”. Lo dice Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del Partito Democratico.

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“In Italia il turismo vale attualmente il 12% del Pil e il 14% dell’occupazione – aggiunge Barbagallo –  ed è un settore che può ancora crescere. E per quel che riguarda la Sicilia, i recenti dati dell’Osservatorio Turistico Regionale attestano nel 2017 la nascita di 10.000 nuovi posti di lavoro nell’isola in un settore che risulta essere vitale per la nostra economia”.

“La collaborazione istituzionale tra la Regione ed il Mibact, avviata negli anni durante i quali ho guidato l’assessorato regionale al Turismo Sport e Spettacolo, ha reso possibile l’attuazione di importanti accordi di programma che hanno incrementato le risorse ministeriali destinate alla Sicilia e accresciuto la qualità delle attività di promozione. La strada maestra è rendere sinergica la promozione del Turismo e della Cultura all’interno di un unica cabina di regia, ed è per questa ragione che ho depositato disegno di legge che chiede, appunto, di accorpare i due assessorati ed armonizzare l’impianto amministrativo siciliano con quello dello Stato. Ma se il nuovo Governo desse vita allo smembramento del Mibact relegando il Turismo ad una componente aggiuntiva e secondaria del Ministero dell’Agricoltura – conclude Barbagallo – si compirebbe un preoccupante passo indietro inaccettabile per un Paese come il nostro che dovrebbe, anzi, puntare sempre più sul binomio “turismo & cultura’”.

Barbagallo: “Sarebbe stata una iattura per l’Isola”

“Abbiamo scongiurato l’ipotesi di cancellazione della kermesse – commenta l’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione siciliana, Anthony Barbagallo – che era stata paventata nei giorni scorsi e che sarebbe stata una iattura per tutta la Sicilia. Non avremmo mai potuto consentire che questo accadesse e siamo già a lavoro per programmare un’edizione che sia di alta qualità. Abbiamo dovuto spostare il festival dal 6 al 9 luglio – prosegue l’assessore – per non inficiare la programmazione di altre importantissime iniziative, promosse dal nostro assessorato, che vedranno protagonista sempre Taormina, come Anfiteatro Sicilia, Taobuk e i Nastri d’Argento”.

Contrordine compagni: il Festival del cinema di Taormina si farà

Si terrà dal 6 al 9 luglio prossimo la 63esima edizione del Taormina Film Festival. Nei giorni scorsi Videobank, la società etnea, aveva disdetto tutti gli accordi presi in precedenza per la 63esima edizione della rassegna. Videobank si era aggiudicata la gara indetta da Taormina Arte, ma in seguito una sentenza del Tar ha annullato l’esito della gara.

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Ma ieri sera c’è stata la svolta a seguito di una riunione durante la quale, oltre alle date, “si è avviata – si legge in una nota – anche la composizione del gruppo di lavoro organizzativo, a titolo gratuito, che sarà coordinato da Ninni Panzera e nel quale figurano Sino Caracappa, in rappresentanza del coordinamento dei Festival siciliani, Paolo Signorelli, presidente regionale dell’Anec (Associazione nazionale esercenti cinematografici)che avrà il supporto di Sicilia Film Commission“.

“Saranno coinvolti successivamente – conclude la nota – anche l’associazione degli Autori cinematografici e dei produttori, la Cineteca Nazionale e l’associazione dei documentaristi italiani”.

 

In tremila per La Casazza di Nicosia, ecco come la cultura porta lavoro e turismo

Grande successo per La Casazza. La cittadina ennese è stata, lo scorso fine settimana, teatro della suggestiva ed affascinante rappresentazione itinerante di scene sacre in cui i personaggi in costume, divisi in gruppi, rievocano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. “La Casazza di Nicosia” per il secondo anno consecutivo, dopo 165 anni dall’ultima rappresentazione avvenuta alla fine del XIX secolo, è stata riproposta con enorme successo e consenso.

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L’evento ha, infatti, registrato una grande partecipazione di pubblico con oltre 3000 visitatori. Di questi il 30% provenienti da diversi comuni siciliani, infatti oltre ai visitatori dai vicini centri, sono giunti nel paese dei 24 baroni turisti da Piana degli Albanesi, Modica, Ragusa e Agrigento; presente anche un nutrito gruppo di emiliani in vacanza in Sicilia e curiosa la partecipazione di alcuni turisti olandesi richiamati dal fascino della manifestazione.

L’entusiasmo dei visitatori ha confermato il successo dell’evento, pubblico che ha percepito “l’orgoglio dei nicosiani nel proporre e far conoscere questa loro antica e straordinaria tradizione che per lungo tempo era stata dimenticata”.

La rappresentazione itinerante, della durata di due ore, nel suo insieme ruotava intorno a tre grandi scene. La prima scena “Cristo nell’orto che fa orazione e la cattura di Gesù” è stata allestita presso l’ex convento di Maria, un luogo poco conosciuto. In questa scena Gesù nell’orto degli ulivi, prega da solo con gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni i quali si addormentano; avviene il tradimento di Giuda e Gesù viene catturato. Pietro per difendere Gesù dall’arresto stacca un orecchio a Malco, orecchio che verrà riattaccato miracolosamente da Gesù. La scena si conclude con l’arresto del Cristo.

La seconda scena “Cristo portato dal sommo pontefice Caifasso e la negazione di Pietro” è stata collocata all’interno della chiesa di San Vincenzo Ferreri. Monumento, questo, che rappresenta uno dei tesori artistici e culturali della cittadina al suo interno sono presenti gli affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, del 1717. Gli spettatori dinanzi al monumento hanno trovato ad accoglierli due guardie del tempio poste ai lati del portale. Con l’ingresso in chiesa sono stati condotti in un ambiente molto suggestivo, animato da continui giochi di luci e scenografie che per un attimo hanno fatto dimenticare, allo spettatore, il luogo in cui si trovava; facendolo viaggiare nel tempo e nella storia. La scena era il processo di Gesù nel sinedrio ad opera di Caifa. Un Gesù interpretato in maniera intensa e profonda. Durante la scena l’ingresso di soldati al ritmo di tamburi ha sorpreso ed affascinato gli spettatori, i quali, inaspettatamente, si sono ritrovati a far parte essi stessi della scena. La rappresentazione è proseguita, con la scena minore della negazione dell’apostolo Pietro, fuori dalla chiesa in largo Mortificati dove è stato abilmente ricostruito un mercato dell’epoca e delle scene di vita quotidiana, con uomini, donne e bambini ad animare il tutto.

La terza ed ultima scena “Gesù portato dal preside Pilato, mandato dal re Erode e rimandato da Pilato” è stata collocata presso i ruderi della chiesa di Santa Domenica. Luogo il cui fascino è stato, ulteriormente, esaltato con un’imponente scenografia: la ricostruzione del palazzo pretorio sede del procuratore romano Ponzio Pilato con accanto il palazzo del re Erode. La scena vede un primo processo di Gesù interrogato da Pilato, il quale non convinto della colpevolezza invia l’imputato dal re Erode. L’interrogatorio del tetrarca è anticipato da un balletto, in cui spicca la figura di Salomè. Re Erode interroga Gesù ma non ricevendone risposta lo giudica pazzo facendogli indossare un velo bianco e lo rinvia a Pilato. Il popolo aizzato dai farisei tenta di corrompere il giudizio di Pilato, il quale non convinto della colpevolezza del Cristo, per placare la folla lo condanna alla fustigazione e successivamente al confronto per la liberazione tra lui e Barabba. Il popolo sceglierà Barabba e Gesù verrà condannato alla crocifissione.

Grande lavoro e impegno da parte di tutte le maestranze coinvolte, circa 400 persone, che hanno saputo realizzare scenografie e costumi con molta attenzione e grande dovizia di particolari. I personaggi, attori e figuranti, sono stati circa 230. Particolare e significativo è stato ritrovare a vestire i panni di attori i nicosiani di ogni estrazione sociale: dal medico, al contadino; dall’ingegnere, all’artigiano; tutti uniti, dal forte senso di appartenenza alla loro comunità, nel realizzare quest’imponente spettacolo e dare lustro delle loro meraviglie.Un paese Nicosia che dopo i fasti del, glorioso, passato di “Città Demaniale” vuole ripartire da eventi come questo, facendo conoscere la sua ricca storia ed il suo folclore.

Le suggestive locations di ambientazione delle scene i quartieri storici di Santa Maria Maggiore e di San Giuseppe, hanno avuto un ruolo importante poiché, hanno permesso di poter ammirare il ricco patrimonio artistico e culturale che la cittadina possiede. Il connubio tra passato e presente, portato in scena, va letto in una chiave moderna che è: la promozione turistica di un territorio dove l’economia può, e deve ripartire, con eventi come questo.

All’inaugurazione dell’evento, sabato 8 aprile, era presente anche l’assessore regionale al turismo Anthony Barbagallo, il quale compreso il grande potenziale che un evento del genere ha per il territorio si è detto “disposto ad inserire “La Casazza di Nicosia” all’interno della programmazione dei grandi eventi regionali.”

L’assessore Ivan Bonomo ha dichiarato “Sono state giornate del riscatto e dell’orgoglio nicosiano, per la partecipazione diffusa e la sinergia che si è venuta a creare con tutte le associazioni cultura e teatrali e, anche, i cittadini comuni che hanno voluto collaborare alla realizzazione dell’evento”.

“La riuscita c’è stata – ha continuato Bonomo -, grazie al grande lavoro dei gruppi interni, di cui le varie associazioni fanno parte. Infatti, protagonisti indiscussi sono stati il gruppo logistica, il gruppo promozione e marketing, il gruppo costumi, il gruppo allestimento percorsi ed il gruppo recitazione a cui va il nostro ringraziamento. Quest’anno abbiamo raggiunto un eccellente livello che oltre a darci molta soddisfazione, ci permette di pensare già alla “Casazza 2018”.”