Al Sud tre volte la disoccupazione del Nord, Sicilia maglia nera

Al Sud tre volte la disoccupazione del Nord, Sicilia maglia nera
14 marzo 2019

Nel 2018 la disoccupazione si riduce in tutta Italia ma i divari rimangono accentuati: il tasso nel Mezzogiorno (18,4%) è quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e quasi il doppio di quello del Centro (9,4%). Lo ha reso noto l’Istat.

Nel complesso, il 2018 si caratterizza per un incremento dell’occupazione simile nelle tre ripartizioni. Il tasso di occupazione dei 15-64enni aumenta nel Nord di 0,6 punti, nel Centro e nel Mezzogiorno di 0,5 punti. Tuttavia, mentre nel Centro-nord il tasso di occupazione raggiunge livelli superiori a quelli del 2008, arrivando al 67,3% nel Nord e al 63,2% nel Centro, nel Mezzogiorno è più basso di 1,5 punti percentuali (44,5%).

In confronto al 2017, nel Nord il tasso di occupazione sale in tutte le regioni: gli incrementi più elevati si segnalano in Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento e Piemonte (rispettivamente +1,0, +0,8 e +0,7 punti le ultime due). Tutte le regioni del Nord, con l’eccezione di Liguria e Emilia-Romagna, superano i livelli del 2008, anche con sostanziosi incrementi come nel caso delle Province autonome di Bolzano e Trento (+3,1 e +2,3 punti). Il tasso di disoccupazione si riduce rispetto a un anno prima in tutte le regioni con l’eccezione di Liguria e Veneto (dove cresce di 0,4 e 0,1 punti) e Friuli-Venezia Giulia (dove resta invariato). A livello provinciale, gli incrementi del tasso di occupazione più rilevanti sono a Rimini, Vicenza, Vercelli, Ravenna, Rovigo, Padova e Imperia (con variazioni comprese tra +4,9 e +2,2 punti); cali più vistosi si segnalano invece nella città metropolitana di Venezia (-3,0 punti) e nella provincia di La Spezia (-1,9 punti). Le riduzioni più elevate del tasso di disoccupazione si stimano a Novara e Padova, Vercelli, Forlì-Cesena (tra -2,7 e -2,2 punti), mentre cresce maggiormente nelle province di Treviso, Trieste, Savona, Verona e nella città metropolitana di Venezia (tra +2,4 e +1,0 punti). Il tasso di occupazione cresce in tutti i grandi comuni del Nord ad eccezione di Venezia (-2,1 punti) con incrementi più forti a Torino e Bologna (+3,0 e +2,5 punti, rispettivamente). Il capoluogo piemontese è anche quello in cui si riscontra il calo più forte del tasso di disoccupazione (-1,0 punti), che risulta ancora in lieve aumento a Bologna e a Genova (+0,2 e +0,1 punti).

Nelle regioni del Centro il tasso di occupazione cresce soprattutto nelle Marche (+2,5). Superano i livelli del 2008 Toscana e Lazio (rispettivamente +1,3 e +0,7 punti percentuali); di contro in Umbria l’indicatore risulta di 2,3 punti sotto al dato 2008. Il Lazio è l’unica regione del Centro con un aumento del tasso di disoccupazione (0,5 punti) rispetto a un anno prima. Nelle Marche il calo è invece molto pronunciato (-2,5 punti).

Tra le province, si registrano gli aumenti più elevati del tasso di occupazione ad Ancona, Massa Carrara, Fermo e Pistoia (con incrementi tra 4,1 e 3,2 punti), mentre i cali più accentuati sono ad Arezzo e Latina (-3,1 e -1,8 punti rispettivamente). Il tasso di disoccupazione si riduce intensamente nelle province di Massa Carrara, Ascoli Piceno, Pistoia e Ancona (con riduzioni tra -5,7 e -3,7 punti) mentre l’aumento più elevato si segnala nella provincia di Latina (+2,7 punti). Il comune di Firenze presenta una forte variazione positiva del tasso di occupazione (+3,1 punti) e negativa di quello di disoccupazione (-4,1 punti), mentre i due indicatori hanno andamenti opposti nel comune di Roma (-0,3 e +0,5 punti rispettivamente).

Nel Mezzogiorno la crescita del tasso di occupazione interessa tutte le regioni con l’eccezione di Campania (-0,4 punti) e Basilicata (-0,1 punti). Gli incrementi più accentuati si stimano in Sardegna e Molise (rispettivamente +2,3 +1,7), seguiti da Calabria, Abruzzo e Puglia (+1,3, +1,2 e +1,0 punti). Tra le regioni del Mezzogiorno, solo la Sardegna supera i livelli del tasso di occupazione del 2008 (+0,4 punti), seppure per la Basilicata lo scostamento sia minimo (-0,2 punti). Rispetto al 2017 il tasso di disoccupazione si riduce in quasi tutte le regioni, specie in Puglia (-2,8 punti). In Calabria e Sicilia invece l’indicatore rimane invariato.

Tra le province del Mezzogiorno, si registrano incrementi pronunciati del tasso di occupazione – tra 5,2 e 3,3 punti – a Oristano, Sud-Sardegna, Teramo, Sassari, e Siracusa. La riduzione più marcata del tasso di occupazione contraddistingue le province di Enna e Trapani (-1,4 e -1,2 punti). Il tasso di disoccupazione si riduce con maggiore intensità (oltre 4 punti) nelle province di Oristano, Lecce e Brindisi; la crescita è invece più accentuata in quelle di Agrigento, Cosenza e Isernia (+4,6, +2,3 e +2,0 punti).

Nei grandi comuni del Mezzogiorno il tasso di occupazione aumenta dappertutto fatta eccezione per Messina (-2,9 punti); la crescita dell’indicatore è inoltre più sostenuta nel comune di Palermo (+1,0 punti). Il tasso di disoccupazione diminuisce in tutti i grandi comuni del Mezzogiorno, in particolare a Bari (-2,7 punti) e Palermo (-1,7 punti).



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