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Il governo dello “sfiatamento”, la mutazione definitiva dei Cinque Stelle

Last updated on 15 giugno 2018

Il governo dello “sfiatamento” tra le forze populiste è realtà. Il mutamento di quello che era il Movimento Cinque Stelle è compiuto. E’, di fatto, Forza Italia 2.0.

Come Forza Italia, nel 1994, fu un esperimento in laboratorio di Berlusconi e per costruire un partito di plastica che, con l’alibi di una “rivoluzione liberale”, prendesse in pugno l’Italia e gli italiani, così, oggi, quello che era il Movimento Cinque Stelle si rivela per il grande raggiro che è stato.

Ci avevamo creduto in tanti, all’uno vale uno, all’allegro assemblearismo dei meetup, a certi mattoidi che avevamo conosciuto all’interno della rete di Grillo e che sembravano, al di là delle originalità, persone dalle idee valide. Nel tempo tutte le persone di una qualche intelligenza sono state allontanate, gli anticasta sono diventati casta, il tutti è diventato Di Maio, e infine, ecco, il mutamento finale, il partito dei Cinque Stelle si è rivelato la nuova destra populista. Un esperimento riuscito. E pensare che in tanti, davvero, volevamo bene al partito di Grillo. E invece grazie a loro ci ritroviamo Salvini Ministro dell’Interno.

Il governo dello sfiatamento è realtà. Il campo è chiaro. Loro sono di là. La linea di demarcazione è tracciata. Nessuno, adesso, potrà dire: non sapevo, non c’ero, non immaginavo. Noi sappiamo, noi ci siamo, noi immaginiamo. Peggio di tutto questo ci sono solo certi appelli ed editoriali di questi giorni sulla stampa. Tutta l’intellighenzia bella di sinistra, che, dopo aver distrutto una storia, delle idee e delle generazioni, adesso lancia appelli e strali.

Michele Serra qualche giorno fa su Repubblica ha scritto: “Mi sento straniero. Apriamo un dibattito”. No, caro Serra. Io mi sento straniero, e ho diritto a scriverlo e a dirlo. Tu, no. Perché mentre noi stavamo qui, sul fronte, tra le strade, a cercare di dare un senso alla parola sinistra in questo complesso presente che viviamo, tu e gli altri, gentile Serra, eravate nei vostri salotti, a scrivere film e fare programmi tv, coltivare lavande e pubblicare libri, a parlare di massimi sistemi. Nel frattempo i partiti di quella che doveva essere la sinistra mortificavano le realtà locali, imponevano candidati farlocchi, improvvisavano strategie elettorali di corto respiro, preferivano le slide e le comparsate da “Amici” alle persone vere, ai loro problemi.

Noi, che conosciamo le fabbriche chiuse, il dramma degli immigrati, le scuole che cadono, e gli anziani che non arrivano a fine mese, tutto quello che è avvenuto in questi giorni e in questi anni lo avevamo previsto da tempo, mentre lei, Michele Serra, e tutti gli altri, pensavate a slogan e cineforum, vi scambiavate ospitate in tv nei vostri programmi e recensioni nei vostri giornali.

Non avete il diritto di sentirvi soli, perché soli non siete mai stati. Noi, invece, soli lo siamo da sempre. E non abbiamo diritto a chiedere molto, siamo sempre dalla parte sbagliata nel momento sbagliato – che luttuoso lusso, direbbe Bufalino – ma una cosa ve la chiediamo: per favore, non fate la morale. Per favore, fate silenzio.

 

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