Istituire il Parco archeologico degli Iblei Orientali

Istituire il Parco archeologico degli Iblei Orientali
28 dicembre 2018

“L’istituzione del “Parco archeologico degli Iblei Orientali”; un maggior interesse nei confronti dei siti archeologici minori: Pantalica, Cozzo Guardiole, Bibbinello, Cava cardinale, Contrada San Marco, ecc… la creazione di un coordinamento tra le associazioni che operano sul territorio; l’applicazione del decreto assessoriale 85 del 12 marzo 2015 sull’applicazione dei ticket d’ingresso nelle diverse riserve naturali, di cui tre ricadono nella provincia di Siracusa”.  

Queste alcune delle richieste emerse durante il convegno “Fra gli Iblei e Siracusa. Esperienze partecipazione e gestione. Stato dell’arte e tavola rotonda sul sistema “Beni culturali” del territorio”, organizzato dall’associazione “Aditus in rupe”, svoltosi oggi  nella “Biblioteca Elio Vittorini”, del libero consorzio comunale, al quale hanno partecipato l’assessore comunale alle “Politiche per la Valorizzazione del territorio, Sviluppo culturale e Incoming” Fabio Granata, secondo il quale: “Il rapporto tra gli Iblei e Siracusa è antico e ha il primato del primo dibattito culturale italiano del Sudest. Con il Val di Noto 2020 abbiamo avanzato la candidatura nazionale di Siracusa capitale della cultura. Oggi, con questo incontro, si torna a dare risalto a quell’unico paesaggio di cui parlava Cesare Brandi”.  

Al convegno erano presenti anche il presidente Gal NatIblei Vincenzo Parlato e i rappresentanti delle associazioni degli archeologie e naturalisti.

Sulla necessità di collaborare insieme è intervenuto Antonino Cannata, presidente dell’associazione culturale “Aditus in Rupe”, che ha moderato il dibattito. “Occorre creare nuove opportunità per lavorare insieme e trovare forme di progettazione che permettano di innescare uno sviluppo sociale ed economico del territorio”, spiega. “Progetti che possono svilupparsi sfruttando le tecnologie, già in house, o avviando accordi con Onlus per aprire nuovi percorsi di conoscenza e inclusione”.

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Tutti d’accordo nella necessità di creare il “Parco degli Iblei Orientali” e valorizzare le aree minori. Secondo Marco Mastriani, consigliere regionale della sezione siracusana dell’Ente Fauna: “Bisogna che l’assessorato regionale Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea, applichi il decreto assessoriale 85 del 12 marzo 2015 sull’introduzione dei ticket d’ingresso nelle diverse riserve naturali, di cui tre ricadono nella provincia di Siracusa: l’”Oasi Faunistica di Vendicari”, la “Riserva Naturale Orientata Pantalica – Val d’Anapo e torrente Cavagrande” e la “Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile”. Sarebbe “un modo per incentivare il turismo – aggiunge – aumentare la qualità della gestione dei siti archeologici. Abbiamo un’infinità di strutture all’interno delle aree protette ristrutturate e chiuse. Facciamo in modo di valorizzarle e farle diventare contenitori culturali”.

“In quest’ottica – spiega Cetty Bruno, direttrice del museo “Nunzio Bruno” e presidente della “Rete Museale Iblei” – si muoverà la nuova scuola comunale “Antichi Mestieri e Tradizioni Popolari” di Canicattini Bagni. La riscoperta degli antichi mestieri può rappresentare un volano di sviluppo economico e sociale per l’intera area iblea e rafforzare la competitività del territorio come destinazione turistica”.  

Rispetto al resto della Sicilia la provincia di Siracusa  mostra una presenza antropologica intensa. “Molto interessante da noi è la presenza di alcuni simboli di culture neolitiche e castellucciane travasate nella civiltà contadina – spiega Paolino Uccellodirettore del museo “Tempo”. “Nelle incisioni rupestri compare, ad esempio, il simbolo dell’occhio apotropaico. Una pratica esclusiva del Mediterraneo”.

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Al convegno hanno partecipato, inoltre, Luca Apriledell’associazione “Aditus in Rupe” che ha presentato “Racconti della terra Sicilia. Viaggio nella storia naturale dell’isola”, un racconto a scopo divulgativo nel quale il protagonista Plinio descrive la storia geologica, biologica e naturalistica della nostra regione. Fabio Morreale di “Natura Sicula” che ha illustrato quali i beni demoetnoantropologici abbandonati; Gabriele Siracusa del birrificio “Alveira” e Fabio Guarnaccia di “Sos Siracusa”, che si è soffermato sulla Riserva Naturale Capo Murro di Porco/Penisola della Maddalena”.

Sono stati illustrati anche alcuni dati sulle presenze dei visitatori nelle zone archeologiche, nell’arco del 2018:

  • “Cugno Case vecchie” è stata oggetto di circa 1000 visite (proprietà privata, priva di sentieri);
  • L’”Oasi Faunistica di Vendicari circa 550 mila visite;
  • Il Museo “Tempo, del Tessuto, dell’Emigrante, della Medicina Popolare” 5 mila presenze.


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