Rifiuti, Attiva Sicilia: “La soluzione non è il trasferimento all’estero”

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“L’emergenza dei rifiuti in Sicilia è creata ad arte dal 1999, ignorando le norme e gli obblighi di trattamento e riduzione dei quantitativi di rifiuti in discarica, ricorrendo a continui allargamenti di questi impianti per garantire il massimo profitto ai gestori, siano essi pubblici, pseudo-pubblici o privati. Oltre alla mancata riduzione sono state operate false operazioni di recupero e oggi l’unica soluzione prospettata dal governo è quella del trasferimento fuori dalla Sicilia, con un notevole aggravio dei costi. Altra soluzione la costruzione di inceneritori, inaccettabile se non inattuabile alla luce delle nuove direttive europee ma anche per i tempi di costruzione e messa in esercizio. L’approdo in aula del disegno di legge sui rifiuti non è più rimandabile per paura dei franchi tiratori coadiuvati da una incosciente opposizione”.

Attiva Sicilia lancia l’allarme sulla gestione dei rifiuti sull’Isola e per questo ha anche presentato una mozione nella quale chiede al governo regionale di “correggere le inefficienze della gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia con il potenziamento della impiantistica del riciclo e il commissariamento di quei Comuni che neppure lontanamente mostrano un impegno nel contenimento dell’indifferenziata”.

“Le discariche sono al limite di saturazione, – affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia, Angela Foti, Sergio Tancredi, Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo – lo sappiamo dai tempi di Lombardo. Ancora si parla, come ai tempi di Crocetta, di dover mandare i rifiuti all’estero con un aggravio di costi spaventoso. Ma intanto non si spinge abbastanza sulla raccolta differenziata in città come Palermo, Catania e Messina, veri influencer di un andamento censurabile con risultati del 17,4%, 18,8% e 14,5%”.

“La maggior parte dei Comuni siciliani – proseguono i deputati di Attiva Sicilia – a fronte di grande impegno e buone performance, pagano le emergenze causate dalla incapacità e recalcitranza di altri Comuni. Le emergenze hanno ripercussioni sull’economia e sulla stessa vivibilità dei luoghi. In questo contesto chiediamo al governo regionale di adottare provvedimenti risolutivi. Sul fronte impiantistica apprendiamo che è stata approvata in giunta una delibera per sbloccare la previsione anche di un inceneritore, sogno proibito di quelli che amano mettere la polvere sotto il tappeto. La Sicilia non può inseguire al tempo dell’economia circolare e fuori tempo massimo il miraggio di una tipologia di impianto che trasforma i rifiuti in scorie tossiche. Ci opporremo in ogni modo a questa zavorra a cui ottusamente si vuole ancorare la nostra regione”.