Servizi informatici alla Regione, stop a gara da 31 milioni

Servizi informatici alla Regione, stop a gara da 31 milioni
6 aprile 2017

PALERMO. Stop al bando da 31,7 milioni di euro per l’affidamento della gestione dei servizi per la piattaforma informatica della Centrale unica di committenza della Regione. Il responsabile della centrale, l’avvocato Fabio Damiani, ha firmato un decreto con il quale sospende il bando che era stato inviato per la pubblicazione anche alla Gazzetta europea, “alla luce della corrispondenza intercorsa tra Sicilia e-Servizi e l’assessorato all’Economia che rendono necessaria un’attività di verifica della procedura”.
Uno stop che arriva al centro dello scontro fra il presidente della regione, Rosario Crocetta, e Alessandro Baccei, che guida l’assessorato all’Economia. Crocetta, come noto, vuole chiudere la Centrale unica e licenziare Baccei. L’assessore, da parte sua, con la commissione sta evitando di alzare le tasse, usando i risparmi che maturano proprio dalla centrale.

Già nei giorni scorsi Baccei si era scontrato con il presidente della Regione sul ruolo della Centrale unica, quando Crocetta gli aveva chiesto di bloccare bandi per sei miliardi e di «revisionare a 360 gradi le linee di politica economica».
Sullo sfondo i maxi appalti che la Centrale unica per gli acquisti sta portando avanti: 4,4 miliardi per forniture farmaceutiche per ospedali e Asp, 250 milioni per i pannoloni delle Asp, 350 milioni per la pulizia degli uffici regionali, 250 milioni per materiale medico, 30 milioni per lo smaltimento dei rifiuti sanitari, 80 milioni per gli aghi e 38 milioni per servizi tecnici.
Per il governatore, però, aver predisposto bandi con importi così elevati esclude di fatto le imprese siciliane che non avrebbero la forza di imporsi in gare così importanti: «Con sei miliardi di appalti centralizzati la Sicilia perderà il 7,5% di Pil, cioè il 2,5% all’anno per i prossimi tre anni. Un danno incalcolabile per le imprese e per i disoccupati».
Baccei, renziano considerato espressione dell’ala che fa capo a Faraone, aveva risposto nel merito: «Le aziende siciliane si tutelano non col protezionismo ma aiutandole a crescere. Nella Centrale acquisti più soldi girano, meglio è. Prima l’obiettivo era crearla, e ci siamo riusciti. Ora l’obiettivo è farla crescere».



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