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Sicilia, la Regione chiude le Riserve: "Non ci sono soldi"

La Sicilia ha deciso di chiudere le Riserve Naturali. Non ci sono soldi, infatti, per tenerle aperte. Lo ha comunicato la Regione agli enti gestori delle 21 riserve naturali, sottolineando che bisogna interrompere le attività dal 16 Aprile La carenza di fondi è dovuta ai tagli in bilancio fatti dal governo regionale, e approvati dall’Assemblea siciliana, nell’ultima manovra finanziaria, varata a fine febbraio. Il dipartimento Ambiente della Regione ha trasmesso la nota per la sospensione delle attività a Wwf (quattro riserve), Cai (tre aree), Gre (due), Legambiente (sei), Lipu (tre), Rangers d’Italia (una).

A chiudere i battenti saranno le Riserve naturali ‘Isola di Lampedusa’, ‘Macalbue di Aragona’, ‘Grotta di Santa Ninfa’, ‘Lago Sfondato’, ‘Grotta di S.Angelo Muxaro’, ‘Grotta di Carburangeli’, ‘Grotta dei Puntali’, ‘Grotta della Molara’, ‘Grotta Conza’, ‘Grotta d’Entella’, ‘Monte Conca’, ‘Capo Rama’, ‘Lago Preola e Gorghi Tondi’, ‘Saline di Trapani e Paceco’, ‘Torre Salsa’, ‘Isola delle Femmine’, ‘Biviele di Gela’, ‘Saline di Priolo’, ‘Monte Pellegrino’, ‘Complesso Immacolatelle e Micio Conti’ e ‘Isola Bella’.

Tutti paradisi naturali dove fauna e flora sono rimaste incontaminate preservando paesaggi e biodiversità anche grazie al lavoro di uomini e donne che ora rischiano il posto dall’oggi al domani. Oasi che potranno riaprire “solo a seguito di un eventuale assestamento del bilancio regionale che preveda un incremento della dotazione finanziaria del competente capitolo”.

A intimare lo stop, per mancanza di fondi, è stato il dirigente del dipartimento Ambiente della Regione, Maurizio Pirillo, con una nota trasmessa ai gestori delle aree.

“La sospensione delle attività di gestione delle Riserve naturali è un fatto gravissimo e senza precedenti che rischia, da un giorno all’altro, di vanificare l’enorme lavoro di salvaguardia e la corretta valorizzazione dei tesori naturalistici siciliani”. Lo dice la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi. “Si tratta di una decisione incomprensibile – aggiunge – e con conseguenze drammatiche non solo per le aree naturali interessate ma anche i tanti lavoratori che hanno garantito (e garantiscono) la gestione delle riserve”.

“Così facendo la Regione siciliana procura al proprio territorio un danno di immagine enorme perché invece di investire su località dallo straordinario valore naturalistico e sul turismo sostenibile sceglie un disimpegno totale e improvviso – prosegue – Si tratta di una scelta irrazionale e pericolosa, in contrasto, per altro, con le direttive comunitarie che non solo non possiamo accettare ma che contrasteremo con tutte le nostre forze perché in gioco c’è, oltre al patrimonio naturale custodito dalle oasi c’è anche il futuro di tantissime famiglie che traggono sostentamento, in modo diretto e indiretto, dall’attività delle riserve”.

“Azzerare i presidi che hanno garantito la protezione e la conservazione di luoghi unici al mondo – conclude Donatella Bianchi – significa lasciare territori che tutto il mondo ci invidia alla mercé della delinquenza, dell’illegalità, del bracconaggio e della criminalità organizzata”. Il WWF gestisce in Sicilia 4 delle Riserve naturali regionali che fanno parte del sistema di oltre 100 oasi protette dal WWF in Italia: tratta Saline di Trapani e Paceco, Torre Salsa, Capo Rama, Lago Preola e Gorghi Tondi.

La decisione sta suscitando diverse reazioni.  I volontari dell’Associazine InformaGiovani di Palermo invitano  a sottoscrivere la petizione online rivolta al Presidente della Regione e ai deputati dell’ARS affinché destinino alle Riserve naturali tutti i soldi necessari a garantirne il lavoro. La petizione si può firmare cliccando qui

 

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