Sui termovalorizzatori in Sicilia è scontro fra 5 stelle e Lega

Sui termovalorizzatori in Sicilia è scontro fra 5 stelle e Lega
4 aprile 2019

I 5 stelle non li vogliono, la Lega sì. Dopo il Congresso di Verona e le tensioni sempre maggiori sull’economia è scontro nel Governo giallo-verde sui termovalorizzatori in Sicilia.

Tutto nasce ieri quando il Ministero dell’Ambiente boccia in 40 pagine il piano rifiuti regionale di Musumeci. Fra le osservazioni i tecnici del dicastero però fanno accenno alla possibilità di fare ricorso agli inceneritori, due da realizzare nell’Isola, per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Apriti cielo. Prima Legambiente protesta poi il M5S all’ARS convoca immediatamente una conferenza stampa per attaccare Musumeci ma al tempo stesso è costretto a difendersi dall’accusa di aver cambiato idea sul No ai termovalorizzatori, da sempre cavallo di battaglia dei grillini. “Il ministro Costa e l’intera organizzazione politica sono contrari agli inceneritori – afferma Trizzino -. Il piano dei rifiuti è carente di ogni profilo legato agli scenari futuri e, quindi, anche alle discariche. Ecco perché i dirigenti del ministero si chiedono che fine farà la frazione indifferenziata se non andrà in discarica. È una deduzione legittima che fanno gli uffici del ministero, ma politicamente il ministro Costa e il M5s sono contrari a ogni forma di incenerimento. Il problema si pone nel momento in cui la Regione fornisce un piano che non prevede che la frazione indifferenziata vada completata all’interno delle discariche”.

Intanto il ministro Costa va su tutte le furie e decide di un’istruttoria amministrativa interna “per conoscere chi abbia violato la mia direttiva politica. Mai e poi mai avrei proposto quanto letto nelle deduzioni nell’ambito della Vas del piano regionale rifiuti. Mai e poi mai da questo ministero ci sarà un via libera a nuovi inceneritori”.

Intanto Musumeci contrattacca: “Prendiamo atto che il governo grillino di Roma si è convertito ai termovalorizzatori e ci chiede di realizzarne almeno due. Per noi non è un problema, visto che non abbiamo mai avuto alcun pregiudizio su questo tipo di impianto”.

Ma si apre un fronte anche a Roma in particolare al Ministero dell’Ambiente dove il sottosegretario leghista Vannia Gava si schiera a favore dei termovalorizzatori: “Servono nuovi impianti per risolvere una situazione che sta diventando insostenibile. Con i No non si va da nessuna parte. Se il ministro Costa ha a cuore le sorti dei siciliani e dell’intero Paese non può sposare la politica del No a tutto. L’immobilismo e il timore di prendere decisioni concrete non ci appartiene. Solo qualche giorno fa La Corte di giustizia Ue ha condannato l’Italia per un uso eccessivo delle discariche che rappresentano il passato essendo uno spreco di territorio e di risorse. Costa dovrebbe sapere che gli impianti all’avanguardia, oltre a risolvere l’emergenza rifiuti, creano energia elettrica e calore. Lo hanno capito in tutta Europa: non esiste economia circolare senza impianti di smaltimento e di termovalorizzazione. La speranza è che anche il ministro Costa cambi idea e si proietti al futuro invece di rimanere ancorato al passato. Il rifiuto deve essere una risorsa, non un problema da cui fuggire”.



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